Continuo il mio ragionamento “politico”, che dovrebbe portarmi, alla fine, ad una scelta “partitica”. Perché, alla fine appunto, la visione politica ti deve portare a scegliere quelle persone che probabilmente (forse) cercano di tradurla in pratica. E quelle persone appartengono ad un raggruppamento, espresso da un simbolo e un nome.
Per prima cosa ognuno di noi dovrebbe decidere che cosa intende per politica.
Si può prendere il pensiero di un “antico”, Aristotele, che definiva la politica come “l’amministrazione della polis per il bene di tutti”. Oppure quello di tre “moderni”: Max Weber, per il quale la politica è “aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza”; David Easton, che vede la politica come “l’allocazione di valori imperativi nell’ambito di una comunità”; Giovanni Sartori, che definisce la politica “la sfera delle decisioni collettive sovrane”.
Per parte mia, mi sento più vicino al pensiero di Aristotele e, in parte, a quello di Sartori, anche se quest’ultimo lo vedo più come “modalità di applicazione”. In più, aggiungo Martin Luther King: “la mia libertà finisce dove incomincia la vostra”.
Poi incominciano le domande: che cosa è il bene di tutti? Presumibilmente quello definito dalla maggioranza, certamente non quello definito dal singolo o da un gruppo limitato. E come posso definire i “confini” della libertà? Anche qui, presumibilmente, supero il confine quando per ottenere la mia libertà non ho scrupoli nel ridurre la tua.
Sembra tutto molto filosofico e poco pratico. Però qualcuno ha anche detto: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. E qui gli esempi pratici (e attuali) si sprecano. Basta prendere una qualsiasi notizia di cronaca, politica o economia attuale e provare a viverla come protagonista e non come semplice lettore. Provare, ogni tanto, a interpretare le leggi (che tendono ad “amministrare” il bene di tutti, sia economico che sociale) non come regole imposte per limitare i propri diritti, ma come “confini” da non superare per evitare di limitare i diritti degli altri.
Angelo
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