mercoledì 10 aprile 2013

Mi sono perso qualcosa?

No perché mi sembrava di aver votato.

Cioè mi ricordo, vagamente, di aver passato due mesi a vedere Cielo, RealTime e forse addirittura MTV (tutti canali a me semisconosciuti) perchè gli altri canali erano inguardabili e monotematici.

Poi mi ricordo di essere uscito un giorno in direzione Scuole Elementari ed aver fatto un paio di croci su delle schede colorate...

Ecco poi...boh...

Mi devo essere perso qualcosa.

No perchè un tizio che voleva smacchiare un animale, ha sputtanato un comico nano per mesi ed ora però lo cerca per parlarsi.
Lo stesso tipo che se avesse fatto un passo indietro forse avrebbe fatto la mossa più giusta di sempre.


A mio avviso sarebbe stata una mossa paragonabile all'"Obbedisco" di Garibaldi.
Sul subito una mossa "vigliacca", da debole, ma passata alla storia come simbolo di obbedienza, di lealtà, di consapevolezza del ruolo.

Ecco, un passo indietro storico poteva essere.

Ovvio, con i se e con i ma sono capaci tutti a fare la storia.
Però sai, io sono un sistemista informatico, vivo a Robbio, mi piace correre in campagna, per me le poltrone sono quelle che aveva mia nonna in casa o quelle rosse del cinema Ronza in via Marconi.

Non lo so, non ci capisco più niente.
Anzi una cosa la so, o forse più d'una.

Che i giornali non sai se leggerli o no.
Che le televisioni non sai se ascoltarle o no.
Che i siti web non sai se sono hackerati o se sono reali.
Che non c'è un governo.
Che per uno che grida allo scandalo, tre dicono che non è vero ed è lui che si sbaglia.
Che questi 4 personaggi sopra (1+3) si scambiano ciclicamente i ruoli, passando di volta in volta da accusatori ad accusati.

Se avessi le palle me ne andrei altrove.
Non sono così forte per ora.

Ah, un'altra cosa la so.
Mi sono rotto.

Pat

PS: so di essere stato molto "qualunquista", mi sono sfogato.

sabato 9 febbraio 2013

Cosa è la politica?

Continuo il mio ragionamento “politico”, che dovrebbe portarmi, alla fine, ad una scelta “partitica”. Perché, alla fine appunto, la visione politica ti deve portare a scegliere quelle persone che probabilmente (forse) cercano di tradurla in pratica. E quelle persone appartengono ad un raggruppamento, espresso da un simbolo e un nome.
Per prima cosa ognuno di noi dovrebbe decidere che cosa intende per politica. 
Si può prendere il pensiero di un “antico”, Aristotele, che definiva la politica come “l’amministrazione della polis per il bene di tutti”. Oppure quello di tre “moderni”: Max Weber, per il quale la politica è “aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza”; David Easton, che vede la politica come “l’allocazione di valori imperativi nell’ambito di una comunità”; Giovanni Sartori, che definisce la politica “la sfera delle decisioni collettive sovrane”.
Per parte mia, mi sento più vicino al pensiero di Aristotele e, in parte, a quello di Sartori, anche se quest’ultimo lo vedo più come “modalità di applicazione”. In più, aggiungo Martin Luther King: “la mia libertà finisce dove incomincia la vostra”.
Poi incominciano le domande: che cosa è il bene di tutti? Presumibilmente quello definito dalla maggioranza, certamente non quello definito dal singolo o da un gruppo limitato. E come posso definire i “confini” della libertà? Anche qui, presumibilmente, supero il confine quando per ottenere la mia libertà non ho scrupoli nel ridurre la tua.
Sembra tutto molto filosofico e poco pratico. Però qualcuno ha anche detto: “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. E qui gli esempi pratici (e attuali) si sprecano. Basta prendere una qualsiasi notizia di cronaca, politica o economia attuale e provare a viverla come protagonista e non come semplice lettore. Provare, ogni tanto, a interpretare le leggi (che tendono ad “amministrare” il bene di tutti, sia economico che sociale) non come regole imposte per limitare i propri diritti, ma come “confini” da non superare per evitare di limitare i diritti degli altri.

Angelo

Temi etici

DEL 06/02/2013

Ciao a tutti!
Ieri sera in seconda serata su canale 5 ho seguito la puntata di "Italia domanda". Si trattava di una discussione sui più cocenti temi etici del momento (unioni di fatto, fecondazione assistita, eutanasia, testamento biologico) in presenza di esponenti dei maggiori partiti (devo dire che mancava una rappresentanza dei grillini). Ve lo segnalo perchè mi sembra che gli argomenti siano stati trattati in modo abbastanza chiaro e problematico, e che siano emerse più chiaramente le diversità delle posizioni dei vari schieramenti a riguardo. Magari chi è interessato ed è anche maghetto di internet può andarsi a rivedere la puntata... Per quanto mi riguarda, ciò che ho sentito mi ha fatto molto riflettere e ha riaperto in me il dilemma: chi votare? in chi mi riconosco? chi incarna le mie idee in ambito etico? e quanto devono pesare i temi etici nella scelta del voto, rispetto ai temi più strettamente "politici" ed economici?
Che dilemma...
ciao ciao

Arianna